venerdì 3 luglio 2026

 

JOB SHADOWING IN SLOVENIA


Nel mese di maggio 2026, con altre due colleghe abbiamo  avuto l'opportunità di visitare la scuola Lovrenc na Porhoju in Slovenia. 

Una scuola che comprende un nido, una scuola dell'infanzia e una scuola primaria con alunni dai 6 ai 16 anni. 

Le cose che ci hanno colpito maggiormente, sono state:     

la accoglienza calorosa da parte di tutto  lo staff a cominciare dalla dirigente, che ci ha accolto nel suo ufficio con una colazione di benvenuto



 

Presentazioni, danze e canti nella palestra

 


La splendida vista dalle finestre della scuola




i locali tutti accoglienti e funzionali: la mensa con spazi dedicati agli alunni, una saletta per gli insegnanti e un laboratorio di cucina



la biblioteca



Accoglienza e convivialità devono essere il tratto distintivo di questa parte della Slovenia, visto che anche il Sindaco del paese e il Preside di una scuola vicina, ci hanno riservato una calorosa accoglienza



 



 






Andando ad osservare le attività nelle classi non possiamo parlare di una scuola innovativa nel vero senso della parola, per quanto alcune insegnanti lo siano; una tra tutte l'insegnante di inglese Alenka, che ci ha accolto nelle sue classi e ci ha permesso di partecipare attivamente alle sue lezioni. 

Attività di rotazione  in classe prima: wild animals
4 attività per 4 gruppi, al suono della campanella i gruppi interrompono l'attività e ruotano per svolgere l'attività successiva. 



 

Attività in classe seconda: preposition of place





Alcuni strumenti che utilizziamo anche nella nostra scuola







Un altra attività interessante realizzata dagli alunni di prima è la redazione di un diario collettivo, ogni fine settimana a turno un bambino lo porta a casa e lo compila insieme ai genitori, lo correda di disegni e fotografie.  




Sicuramente una cosa che accomuna tutta la scuola è l'attenzione al benessere degli alunni, ma anche del personale. Lo si respira in ogni angolo e tutta la scuola, dagli spazi agli orari è strutturata per favorire lo star bene, l'autonomia, il senso di appartenenza.









lunedì 22 giugno 2026

ATTIVITÀ ERAMUS: mobilità studenti spagnoli, docenti in job shadowing e teaching assignment. 

L’ultima settimana di maggio è stata particolarmente intensa, stimolante e ricca di opportunità di crescita per tutta la comunità scolastica del nostro Istituto I.C. Villaputzu-Muravera.

Nell’ambito del progetto Erasmus+, la scuola ha avuto il piacere di ospitare:

  • 12 alunni della scuola primaria CEIP Juan de la Cierva di Madrid (Spagna) e 3 docenti nell’ambito di una mobilità studentesca;
  • 2 docenti dell’istituto CEIP Miraflores di Saragozza (Spagna) impegnate in attività di job shadowing;
  • 3 insegnanti della scuola O.S. Nikola Tesla di Zagabria (Croazia) coinvolti in attività di teaching assignment.

Tutti i nostri ospiti sono stati accolti con grande entusiasmo, disponibilità e interesse da parte di studenti, docenti e famiglie, che hanno contribuito a rendere questa esperienza significativa e memorabile.

Durante il soggiorno, gli alunni spagnoli sono stati ospitati presso le famiglie dei nostri studenti, vivendo così un’esperienza autentica di immersione linguistica e culturale. Oltre a frequentare le lezioni presso la scuola primaria di Muravera, hanno partecipato a numerose attività educative e laboratoriali, sia all’interno dell’ambiente scolastico sia sul territorio, attraverso visite a siti di interesse storico, culturale e ambientale, tra cui le splendide spiagge del nostro territorio.

La loro presenza ha rappresentato un’importante occasione di crescita e confronto per gli alunni e per il personale scolastico, contribuendo a rafforzare la dimensione europea del nostro Istituto e a promuovere i valori dell’inclusione, del dialogo interculturale e del rispetto delle diversità.

Nello stesso periodo, il nostro Istituto ha accolto due docenti del CEIP Miraflores di Saragozza, che hanno svolto attività di job shadowing nelle diverse sedi scolastiche. Le insegnanti hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino le pratiche didattiche adottate nei vari ordini di scuola e di confrontarsi con i colleghi su temi di grande rilevanza, quali l’organizzazione del sistema scolastico italiano, l’inclusione degli alunni, le metodologie didattiche e gli aspetti amministrativi e gestionali.

Contemporaneamente, tre docenti della scuola O.S. Nikola Tesla di Zagabria hanno realizzato attività di teaching assignment in alcune classi della scuola primaria. Gli insegnanti di matematica, inglese e fisica hanno coinvolto i nostri alunni in coinvolgenti percorsi di logica e problem solving. Suddivisi in piccoli gruppi, gli studenti hanno affrontato una serie di sfide e quesiti strutturati come un percorso a tappe che li ha condotti, attraverso la collaborazione e il ragionamento, alla soluzione di un enigma finale. L’attività è stata accolta con grande entusiasmo e partecipazione, favorendo l’apprendimento in un clima di divertimento e condivisione.

Questa settimana, così ricca di incontri, esperienze e scambi culturali, ha rappresentato un’importante occasione per aprire ulteriormente le porte del nostro Istituto a una dimensione europea sempre più condivisa, inclusiva e partecipata. Un’esperienza intensa e significativa che ha lasciato un segno positivo in tutti i partecipanti, contribuendo alla crescita personale, culturale e professionale dell’intera comunità scolastica.

Un ringraziamento speciale va agli alunni, ai docenti e alle famiglie ospitanti per la preziosa collaborazione, la disponibilità e l’accoglienza dimostrate, che hanno reso possibile il successo di questa straordinaria esperienza.

 

 Erasmus+ a Tourcoing: un’esperienza di crescita professionale e confronto internazionale


Nell’ambito del programma Erasmus+, ho avuto l’opportunità di partecipare a un’esperienza di Job Shadowing presso il Collège Privé Charles Péguy di Tourcoing, in Francia, insieme alla collega Valeria Lecca. L’esperienza si è svolta dal 23 al 27 marzo 2026. Si è trattato di un percorso particolarmente significativo, che mi ha permesso di conoscere da vicino una realtà scolastica diversa dalla nostra, confrontarmi con metodologie didattiche innovative e consolidare il valore della collaborazione tra istituzioni educative europee.



                  

 

    


                  

Un’accoglienza calorosa e una scuola aperta al confronto

 La settimana è iniziata con una calorosa accoglienza da parte della dirigente scolastica, che ci ha accolti con una piacevole colazione di benvenuto. Accompagnate dai colleghi Sofia e Jean Michel, già ospiti del nostro istituto in una  precedente occasione di scambio, abbiamo avuto la possibilità di visitare l’intero complesso scolastico, conoscendo da vicino tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria.

 Fin dal primo giorno ho percepito una forte attenzione all’ospitalità e alla condivisione: i colleghi hanno messo a disposizione il pranzo presso la mensa scolastica per tutta la durata della permanenza.

                                   

Osservazione delle attività didattiche e innovazione STEM

 Durante la settimana ho assistito a numerose lezioni di inglese, matematica, fisica, tecnologia e spagnolo. Gli studenti hanno dimostrato grande interesse e partecipazione, mettendo in pratica le proprie competenze linguistiche attraverso domande sulla nostra scuola, sulla nostra città e sul sistema scolastico italiano. I momenti di confronto hanno favorito un dialogo autentico e stimolante tra culture e realtà educative differenti.

      

Particolarmente interessante è stata l’osservazione di un laboratorio di tecnologia e STEM, durante il quale gli studenti progettavano al computer e realizzavano con stampanti 3D delle macchinine destinate a una competizione annuale tra classi. L’attività ha evidenziato l’efficacia di una didattica orientata al problem solving, alla progettazione e all’apprendimento pratico.

 

Partecipazione, collaborazione e cittadinanza attiva

 Le lezioni osservate erano caratterizzate da una forte partecipazione degli studenti e da frequenti attività collaborative tra pari, nelle quali sono stata coinvolta attivamente. Questo approccio ha favorito un clima di apprendimento dinamico, inclusivo e motivante.

 Tra le iniziative più significative della settimana vi è stata il “Repas Partagé”, un progetto solidale promosso dalla scuola. In questa occasione, il ricavato della differenza del costo dei pasti è stato devoluto a un’associazione impegnata nel sostegno alle persone sorde. Agli studenti è stato proposto un pranzo semplice e simbolico, composto da riso e frutta, con l’obiettivo di sensibilizzarli ai valori della condivisione, della solidarietà e dell’attenzione verso le persone più fragili. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di educazione civica e di riflessione per l’intera comunità scolastica.

Scuola e mondo del lavoro: la visita al Cube

 Durante la permanenza ho visitato Le Cube, uno spazio innovativo progettato per favorire il dialogo e la collaborazione tra il mondo della scuola e quello del lavoro. L’esperienza ha offerto interessanti spunti di riflessione sull’orientamento degli studenti e sull’importanza di costruire percorsi educativi sempre più connessi alle competenze richieste dalla società contemporanea. 


La Giornata Medievale: apprendere attraverso l’esperienza

Uno dei momenti più coinvolgenti è stato senza dubbio la “Giornata Medievale”, durante la quale esperti esterni hanno guidato gli studenti in laboratori tematici dedicati alla scrittura su pergamena e all’arte delle miniature, alla conoscenza delle armi medievali e alla scoperta degli strumenti musicali dell’epoca.

L’approccio laboratoriale e immersivo ha consentito ai ragazzi di apprendere in modo attivo e coinvolgente, trasformando la storia in un’esperienza concreta e significativa.





 

Laboratori pomeridiani e benessere degli studenti

Ho inoltre, avuto l’opportunità di conoscere i laboratori pomeridiani a classi aperte, che arricchiscono l’offerta formativa della scuola con attività dedicate al teatro, all’educazione emotiva e ai giochi di gruppo in lingua straniera.

Ho partecipato personalmente ad alcune di queste attività, condividendo con gli studenti momenti di apprendimento, gioco e collaborazione. È stato particolarmente interessante osservare come tali esperienze contribuiscano allo sviluppo delle competenze relazionali, linguistiche ed emotive degli alunni.

 

Riflessioni e prospettive per il futuro

 Questa esperienza Erasmus+ si è rivelata estremamente stimolante sia dal punto di vista professionale sia da quello personale. Il confronto con colleghi e studenti di un altro Paese mi ha permesso di ampliare le mie prospettive educative, raccogliere nuove idee e riflettere su pratiche didattiche trasferibili nel contesto della mia attività quotidiana.

 Tra gli aspetti che mi hanno maggiormente colpita vi sono stati l’ordine, il senso di responsabilità e il rispetto delle regole dimostrati dagli studenti. In particolare, sono rimasta colpita nell’osservare gli alunni attendere in modo composto e silenzioso davanti alle aule, accessibili solo all’arrivo del docente che provvedeva ad aprirle in quanto blindate. Questa immagine di disciplina e senso civico restituisce certamente l’idea di una comunità scolastica attenta alla sicurezza e al rispetto delle procedure. Al tempo stesso, induce a riflettere sull’impatto che le misure di prevenzione e sicurezza antiterrorismo adottate negli ultimi anni hanno avuto sulla quotidianità della vita scolastica, modificandone in parte abitudini, spazi e modalità di accesso.

          


Ho apprezzato molto i momenti di incontro e confronto all'interno delle classi, durante i quali, i ragazzi hanno avuto la possibilità di parlare liberamente, esprimendo le proprie opinioni e condividendo riflessioni personali, soprattutto in un contesto scolastico in cui i ritmi serrati, la complessità dei programmi e il numero elevato di alunni per classe, rischiano talvolta di ridurre le occasioni di confronto autentico.    Questi momenti di ascolto rappresentano per me, un valore fondamentale nella crescita degli studenti.

             

Porto con me il ricordo di un’accoglienza calorosa, di un ambiente scolastico dinamico e innovativo e la consapevolezza che la cooperazione europea costituisca una risorsa strategica per la costruzione della scuola del futuro. Esperienze come questa dimostrano quanto il dialogo tra sistemi educativi differenti possa favorire la crescita professionale dei docenti e contribuire allo sviluppo di una comunità scolastica sempre più aperta, inclusiva e internazionale.


 

 

giovedì 18 giugno 2026

Job shadowing a Tourcoing, Francia

Dal 23 al 27 Marzo 2026 ho avuto il piacere di partecipare, insieme alla collega Daniela Casula, al progetto ERASMUS+ con un’attività di Job Shadowing presso il College Charles Peguy a Tourcoing in Francia.

Tourcoing è una piccola cittadina a pochi km da Lille e dal confine col Belgio: un tempo importante centro industriale, ha fortemente risentito negli anni 70 della crisi del tessile e oggi è un tranquillo comune prettamente residenziale. È qui che ho rincontrato i nostri partner francesi, Jean Michel e Sofia, che abbiamo avuto il piacere di ospitare a nostra volta a fine Ottobre 2025 nel nostro Istituto. Loro, e tutti gli altri colleghi, sono stati la mia guida premurosa durante questa settimana di osservazione e mi hanno introdotto nella quotidianità della loro vita scolastica con cura, attenzione, disponibilità e professionalità. 

        
                                                                     
                                                                                                                        
     Il College Charles Peguy è una realtà scolastica privata e cattolica molto grande e variegata, che comprende scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado e anche un corso di avviamento universitario. Questo significa che studenti provenienti da Tourcoing e comuni limitrofi di ogni età, ordine e grado frequentano i diversi plessi dell’Istituto contribuendo a creare una comunità scolastica variegata e multiculturale. Dopo aver visitato una buona parte dei plessi, nel corso della settimana ho assistito a diverse lezioni, sia nella scuola di primo che di secondo grado: inglese, spagnolo, tecnologia, matematica, geografia, gli school club con attività ludiche e un Medieval workshop.
                                       


  Sin dal mio arrivo al College il primo giorno ho potuto osservare e riflettere sulle differenze tra i sistemi scolastici francese e italiano e  sui pro e i contro di ciascuno. La cosa che mi ha colpito all’arrivo è stata ad esempio l’attenzione alla sicurezza e le pratiche antiterrorismo: dai tornelli all’ingresso degli edifici, alle classi con le porte che non possono essere aperte dall’esterno se non dai docenti che posseggono la propria chiave elettronica. Particolari questi che fanno subito emergere delle grandi differenze socio-culturali tra i due Paesi. Ancora sono rimasta profondamente colpita dalla disciplina degli studenti, che si spostano di classe in classe, tra i laboratori, in giardino per le pause, nella mensa, nella palestra, nella cappella, nella biblioteca in maniera del tutto autonoma, senza ritardi e disordini; non possono tra l’altro andare in bagno durante le lezioni ma solo ai cambi d’ora e in classe sono silenziosi e ordinati. Non ho potuto non notare il rigore e l’ordine dell’intera organizzazione, ma se da una parte ne sono rimasta affascinata, dall’altra ho riflettuto su altri aspetti quali la mancanza di interazioni tra pari e tra alunni e insegnanti durante le lezioni. Le classi sono infatti molto numerose, tra i 25 e i 30 studenti, e le metodologie adottate prevedono prevalentemente lezioni frontali coadiuvate dalla proiezione del testo preparato dall’insegnante su una Lim (niente libri di testo) e da lavori di gruppo; ogni due settimane sono previsti test scritti di valutazione. Le competenze orali non vengono quasi per niente sollecitate e i ragazzi presentano difficoltà ad esprimersi in pubblico. 



  Durante i meeting coi colleghi francesi abbiamo proprio riflettuto su queste differenze: così come io sono rimasta a bocca aperta per l’ordine, il silenzio e la rigida organizzazione, così loro erano rimasti affascinati, durante la visita presso il nostro Istituto, dalla creatività, il dialogo continuo (anche quello chiassoso) e dalle tante regole sulla sicurezza dei minori che vigono nelle nostre scuole. 


L’attività di Job shadowing ha come scopo proprio l’osservazione sul campo, il confronto diretto e costruttivo tra metodologie e realtà scolastiche differenti, l’apprendimento di buone pratiche, nonché lo sviluppo delle competenze comunicative nella lingua veicolare (nel nostro caso l’inglese) e questa esperienza mi ha davvero portato a riflessioni importanti e a spunti didattici interessanti che avrò modo di condividere durante le attività di disseminazione. 


Ma Job shadowing significa anche costruire reti interculturali tramite il rafforzamento dei legami tra le organizzazioni partner in vista di un futuro progetto di scambio più ampio come la mobilità degli studenti. A questo sono serviti i meeting avuti con le due direttrici del College, a consolidare una partnership tra il nostro Istituto e il loro, a proporre un piano organizzativo preciso, a stendere le basi per permettere ai nostri studenti di vivere un’esperienza nuova ed entusiasmante che grazie al continuo lavoro dei nostri Referenti ERASMUS+ potrà concretizzarsi il prossimo anno per alcuni dei nostri alunni



Mi sento grata per aver avuto la possibilità di partecipare a questa esperienza che mi ha arricchito dal punto di vista umano e professionale spingendomi ancora di più a dare il mio contributo affinchè il progetto ERASMUS+ possa diventare un pilastro della nostra offerta formativa, garantendogli la giusta attenzione e le risorse organizzative necessarie per farlo diventare un punto di riferimento, trovando la giusta collocazione nella pianificazione strategica della nostra scuola e ricevendo la valorizzazione che merita per l’alto valore formativo che offre. 

                                                                                   

Valeria Lecca (ic6-3 Quartu Sant'Elena)


  JOB SHADOWING IN SLOVENIA Nel mese di maggio 2026, con altre due colleghe abbiamo  avuto l'opportunità di visitare la scuola Lovrenc n...