Sin dal mio arrivo al College il primo giorno ho potuto osservare e riflettere sulle differenze tra i sistemi scolastici francese e italiano e sui pro e i contro di ciascuno. La cosa che mi ha colpito all’arrivo è stata ad esempio l’attenzione alla sicurezza e le pratiche antiterrorismo: dai tornelli all’ingresso degli edifici, alle classi con le porte che non possono essere aperte dall’esterno se non dai docenti che posseggono la propria chiave elettronica. Particolari questi che fanno subito emergere delle grandi differenze socio-culturali tra i due Paesi. Ancora sono rimasta profondamente colpita dalla disciplina degli studenti, che si spostano di classe in classe, tra i laboratori, in giardino per le pause, nella mensa, nella palestra, nella cappella, nella biblioteca in maniera del tutto autonoma, senza ritardi e disordini; non possono tra l’altro andare in bagno durante le lezioni ma solo ai cambi d’ora e in classe sono silenziosi e ordinati. Non ho potuto non notare il rigore e l’ordine dell’intera organizzazione, ma se da una parte ne sono rimasta affascinata, dall’altra ho riflettuto su altri aspetti quali la mancanza di interazioni tra pari e tra alunni e insegnanti durante le lezioni. Le classi sono infatti molto numerose, tra i 25 e i 30 studenti, e le metodologie adottate prevedono prevalentemente lezioni frontali coadiuvate dalla proiezione del testo preparato dall’insegnante su una Lim (niente libri di testo) e da lavori di gruppo; ogni due settimane sono previsti test scritti di valutazione. Le competenze orali non vengono quasi per niente sollecitate e i ragazzi presentano difficoltà ad esprimersi in pubblico.
L’attività di Job shadowing ha come scopo proprio l’osservazione sul campo, il confronto diretto e costruttivo tra metodologie e realtà scolastiche differenti, l’apprendimento di buone pratiche, nonché lo sviluppo delle competenze comunicative nella lingua veicolare (nel nostro caso l’inglese) e questa esperienza mi ha davvero portato a riflessioni importanti e a spunti didattici interessanti che avrò modo di condividere durante le attività di disseminazione.
Ma Job shadowing significa anche costruire reti interculturali tramite il rafforzamento dei legami tra le organizzazioni partner in vista di un futuro progetto di scambio più ampio come la mobilità degli studenti. A questo sono serviti i meeting avuti con le due direttrici del College, a consolidare una partnership tra il nostro Istituto e il loro, a proporre un piano organizzativo preciso, a stendere le basi per permettere ai nostri studenti di vivere un’esperienza nuova ed entusiasmante che grazie al continuo lavoro dei nostri Referenti ERASMUS+ potrà concretizzarsi il prossimo anno per alcuni dei nostri alunni
Mi sento grata per aver avuto la possibilità di partecipare a questa esperienza che mi ha arricchito dal punto di vista umano e professionale spingendomi ancora di più a dare il mio contributo affinchè il progetto ERASMUS+ possa diventare un pilastro della nostra offerta formativa, garantendogli la giusta attenzione e le risorse organizzative necessarie per farlo diventare un punto di riferimento, trovando la giusta collocazione nella pianificazione strategica della nostra scuola e ricevendo la valorizzazione che merita per l’alto valore formativo che offre.
Valeria Lecca (ic6-3 Quartu Sant'Elena)
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